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Avete la “fissa” dell’ordine e della pulizia? Ogni sera, prima di coricarvi, controllate la porta di casa, la bombola del gas, le chiavi dell’auto e che tutto sia al suo posto? Non riuscite a togliervi una parola, un pensiero o una melodia della testa?

State tranquilli. Tutto questo non è sufficiente per diagnosticare il Disturbo Ossessivo-Compulsivo che colpisce il 2-3% della popolazione senza differenze tra uomo e donna.

Come si diceva, non basta avere una propensione per l’ordine, la pulizia ed il controllo perché sia diagnosticata questa malattia. E’ necessario che la persona in questione sia così tanto “impegnata” da questi pensieri (ossessioni) e dalle corrispondenti azioni (compulsioni) da alterare significativamente lo svolgimento delle comuni attività quotidiane.

L’ossessione, in genere, è un pensiero relativamente futile (per esempio il dubbio di aver preso tutto andando via da uno spogliatoio di una palestra o l’insicurezza di aver chiuso la bombola del gas dopo aver controllato diverse volte) che la persona, con la semplice volontà, non riesce a scacciare.

Frequentemente, vengono messi in atto veri e propri rituali (di controllo, di pulizia, di conteggio, di preghiera, eccetera) che “devono” essere ripetuti molte volte fino a quando il paziente non si sente più “tranquillo”.

Il fatto è che nel vero Disturbo, il ripetere i rituali (anche per delle ore) non tranquillizza affatto il paziente ed anzi genera nella persona sempre un maggior dubbio con un’inevitabile frustrazione.

La cura della persona affetta dal Disturbo Ossessivo-Complusivo (talvolta le compulsioni non ci sono ed in quel caso si parla di ossessioni pure), prevede obbligatoriamente un trattamento farmacologico.

Come per gli altri Disturbi D’Ansia, la terapia più efficace è quella ANTIDEPRESSIVA ed il supporto ANSIOLITICO deve essere dosato con cura dal Medico per evitare Abitudine (per cui è necessaria sempre una maggiore dose per avere lo stesso effetto) e Dipendenza (in seguito della quale si accusano i sintomi dell’astinenza al momento della sospensione).

Talvolta, può essere utile l’utilizzo di STABILIZZANTI DEL TONO DELL’UMORE e di NEUROLETTICI quando le idee sono troppo “invasive” e disturbanti.

La prescrizione della cura dovrebbe essere ad esclusiva pertinenza dello Specialista Psichiatra e la psicoterapia (soprattutto ad orientamento cognitivo-comportamentale) può essere utile ad aiutare il paziente a “gestire” i “percorsi mentali” che lo “costringono” ad agire le compulsioni.

Difficilmente le Ossessioni scompaiono del tutto durante il trattamento (che può durare per anni) anche perché molti di questi pazienti hanno degli aspetti ossessivi della loro Personalità (dunque non modificabili).

Si parla pertanto di cura delle Ossessioni e di gestione delle stesse che possono comunque permettere una vita soddisfacente e gratificante.